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Cosa facciamo

mediazione famigliare se ti stai separando


la mediazione famigliare

Se ti stai separando e non vuoi che il rapporto conflittuale con la tua ex-moglie o ex compagna influisca negativamente sul benessere dei tuoi figli può essere utile la mediazione familiare.


Possiamo aiutarti a trovare soluzioni in caso di separazione o divorzio 


Quando una coppia si separa ed ha dei figli si trova sempre in una situazione di grande difficoltà. Un professionista esterno alla famiglia può aiutarti a trovare la soluzione più giusta per te e per i tuoi figli, per farli soffrire il meno possibile e per ritrovare la serenità pur attraversando un momento difficile e particolarmente impegnativo.

Possiamo aiutarti con un lavoro di mediazione famigliare a trovare le soluzioni pratiche più adatte alla tua situazione. 

Se non riesci più a parlare con la madre/il padre dei tuoi figli perchè da qualche tempo litigate sempre ... possiamo offrirvi uno spazio "neutro" per incontrarvi e cercare delle soluzioni senza troppi conflitti. Non sempre è necessario uno psicologo, figura professionale che qualche volta " spaventa " e induce uno dei genitori a tirarsi indientro rispetto al chiedere aiuto... 

Un counselor, o un mediatore famigliare, possono essere di grande aiuto; non hanno alcun intento di "cura" ma vogliono solo offrire un'occasione di ascolto e di condivisione dei problemi ed aiutare a cercare soluzioni. 

Soluzione per l'affidamento dei figli (per esempio per i genitori conviventi non sposati), per le regole che necessariamente si dovranno dare dopo la separazione ai figli ed ai genitori stessi, per trovare modalità corrette per comunicare le cose all'altro genitore evitando i conflitti. 


Se sei sposato e hai bisogno di separati legalmente possiamo aiutarti a farlo nel modo meno traumatico possibile per i tuoi bambini, dandoti una consulenza legale altamente qualificata con avvocati che non vogliono solo farti vincere la causa, ma che hanno a cuore il benessere dei tuoi figli

Se ti serve possiamo anche fare una perizia di parte per la causa di separazione.


Da noi puoi trovare  una consulenza psicologica con uno psicologo infantile, per darti consigli e informazioni su come informare i bambini o i ragazzi che intendete separarvi, su come gestire la cosa, su quale regime di visita possa essere il più adatto nella vostra specifica situazione.

A volte i bambini ed i ragazzi non riescono a superare bene, da un punto di vista emotivo, la separazione dei genitori. In tal caso possiamo aiutare i tuoi figli, attraverso un percorso psicologico, a ritrovare la serenità.

 
Presso Synergia Centro Trauma puoi trovare aiuto per separarti nel modo migliore possibile a  MONCALIERI 



Che cos'è la mediazione familiare?


La mediazione familiare è un percorso mirato a rendere possibile alle parti in lite (ex coniugi, ex partners,  coniugi o partners in fase di separazione) l'individuazione di un progetto che consenta di gestire la rottura del legame di coppia.

E' un percorso che può svilupparsi prima, durante o dopo il procedimento giudiziale di separazione, divorzio o di cessazione della convivenza.
Nella mediazione familiare si instaura una sorta di "rapporto a tre" dove il mediatore ed gli ex-partners costruiscono insieme uno spazio nel quale la coppia riprende a parlarsi e  riscopre le qualità "dell'altro", dimenticate a causa dei rancori nati con la separazione, ma esistite - ed esistenti - perché causa della nascita de legame. Ciò consente la ripresa di un dialogo che può facilitare la gestione del rapporto con i figli.
 
L'articolo 2 preso dallo Statuto dell AIMS ( Associazione Italiana Mediatori Sistemici ) che regola la professione del mediatore:

" Art. 2. Oggetto della professione Il mediatore familiare è un professionista qualificato a seguito di percorsi di formazione specifici che interviene, quale figura terza, nel percorso di aiuto alla famiglia prima, durante e dopo la separazione o il divorzio, in autonomia dall’ambiente giudiziario, per raggiungere accordi concreti e duraturi concernenti l’affidamento e l’educazione dei minori, nonché tutti gli elementi concernenti l’esercizio della potestà genitoriale e tutto ciò che concerne la divisione dei beni, l’assegno di mantenimento al coniuge debole o gli alimenti, la residenza principale dei figli e tutto quanto previsto dalla normativa vigente in tema di separazione e divorzio con esplicito riferimento all’attività negoziale. Nell’ambito dell’attività negoziale, il mediatore familiare può essere utilizzato anche in percorsi di aiuto alla famiglia in periodi critici del ciclo vitale, finalizzati al raggiungimento di accordi concreti e duraturi su decisioni di particolare rilevanza per il nucleo familiare. L'esercizio della professione è libero e fondato sull'autonomia, sulle competenze e sull'indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell'affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta dei servizi, della responsabilità del professionista. "




A chi si rivolge la mediazione familiare?

La mediazione familiare si rivolge ai coniugi che intendono separarsi o che siano già separati, alle coppie di fatto che desiderino rompere od abbiano già rotto il loro legame. In prevalenza, queste coppie hanno figli. La mediazione, infatti, è importante perché mira a fornire loro gli strumenti per continuare ad assumere, senza conflitti, le decisioni riguardanti i figli.

E' importante comprendere che la mediazione familiare non si rivolge alle coppie che desiderino comprendere i motivi del disagio che può essere sorto al loro interno e non ha la finalità terapeutica mirata alla ricostruzione del nucleo familiare.



Quali sono le caratteristiche della mediazione familiare?


  • a)  La mediazione familiare non può avere natura di "obbligo" perché le parti - con il mediatore - imparano a negoziare per ricostruire il loro legame come coppia separata soltanto se non sono obbligate ad agire in tal modo;

  • b)non può considerarsi mediabile una coppia la cui relazione sia stata caratterizzata dalla violenza di una delle parti nei confronti dell'altra perché la mediazione non può avere compiti di tutela verso un solo soggetto né può svolgersi in un ambito in cui il rapporto di coppia appaia, per sua natura,  squilibrato;
  • c) la mediazione non può avere un significato "elaborativo" dei problemi della coppia, essendo tale compito proprio del contesto terapeutico: quindi, la mediazione familiare si distingue nettamente dalla terapia di coppia;
  • d) è errato ritenere che la mediazione trovi spazio esclusivamente laddove la coppia si trovi in conflitto e, conseguentemente, che alla mediazione debba essere conferito l'esclusivo compito di "conciliare" tale conflitto. Spesso, infatti, le parti ricorrono al contesto di cui è causa per recuperare la capacità di comunicazione.



A che cosa serve la mediazione familiare?

  • a)   Al raggiungimento dell'accordo sui vari punti della separazione (non sempre è possibile). Una volta trovato l'accordo in sede di mediazione familiare, le parti si rivolgeranno all'avvocato per la stesura dello stesso in forma giuridica e per la successiva assistenza in sede giudiziaria.
  • b) Alla ricostruzione di un dialogo tra gli ex partners (quasi sempre è possibile).
  • c)  A far acquisire agli ex partners la capacità di gestire, almeno parzialmente, la genitorialità in modo condiviso (quasi sempre gli ex-partners imparano a gestire insieme i figli ed a rendere, quindi, concretamente "condiviso" l'affidamento degli stessi).
  • d)   A far acquisire agli ex partners la capacità di gestire (sempre) le questioni che è necessario imparare a gestire nonostante la separazione (sempre). Si impara a "fare i conti con l'altro", con cui si credeva che si sarebbe rotto ogni rapporto.


Che cosa dicono le leggi in materia di mediazione familiare?

La Legge 28.8.1997 n. 285, rubricata "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza", prevede, all'art. 4, tra i "Servizi di sostegno alla relazione genitori-figli",  quelli di mediazione familiare e di consulenza per famiglie e minori al fine del superamento delle difficoltà relazionali.

La Legge 54/2006 contiene un breve riferimento alla mediazione familiare, indicandola come strumento idoneo alla composizione del conflitto di coppia, ma  non  disciplina l'istituto, non prevede competenze specifiche per i mediatori né, tanto meno, indica le modalità di invio delle coppie in mediazione nel corso del procedimento di separazione, divorzio o cessazione della convivenza more uxorio.

Unico elemento interessante da segnalare è che, nei lavori preparatori della Legge in questione, la norma che introduceva il concetto di mediazione introduceva, altresì, l'idea che questa potesse essere disposta d'ufficio dal Giudice, assumendo, quindi, le caratteristiche di uno strumento coercitivo nelle mani dei Tribunali. Con ciò, veniva snaturata totalmente la funzione della mediazione. Nella legge approvata, tale possibilità non compare.



Qual è la differenza tra la professione dell'avvocato, quella del terapeuta di coppia e l'attività del mediatore familiare?

La separazione, il divorzio, la cessazione della convivenza rappresentano delle eventualità inattese e non preventivate, che si prospettano come possibili quando la relazione coniugale non presenta più i caratteri di stabilità e certezza di un tempo.

I partners, in preda ad un comprensibile disagio emotivo, si trovano a dover affrontare una scelta che comporta angosce e preoccupazioni, con conseguenze importanti non solo per la loro vita, ma anche - e soprattutto - per quella degli eventuali figli. In questi casi, il ricorso all'Autorità Giudiziaria si prospetta come un passaggio obbligato.

Tuttavia, anche l'intervento del mediatore va ritenuto fondamentale: esso può favorire, infatti, il risorgere di un clima di fiducia tra gli ex partners, nella maggioranza dei casi afflitti da un'accesa conflittualità, e condurli a considerare l'interruzione del rapporto non solo come un evento esclusivamente traumatico, ma come un profondo e complesso mutamento della struttura e della organizzazione familiare. Tutto ciò, per giungere ad una ridefinizione dei rispettivi ruoli e delle rispettive responsabilità, soprattutto nei confronti della prole.

Il vero punto cruciale delle decisioni assunte in sede giudiziaria infatti, per quanto irreprensibili sotto il profilo giuridico, è proprio la loro esecuzione e stabilità: molto spesso, infatti, il partner onerato, sente tali decisioni come "imposte" ed "ingiuste". Quindi, egli le disattende, provocando nuovi conflitti.

Compito del mediatore familiare, che si differenzia necessariamente per professionalità da quello dell'avvocato, non è solo quello di intervenire nella riorganizzazione delle relazioni familiari, ma, anche, quello di aiutare gli ex-partners a trovare gli strumenti con i quali far fronte ad una coniugalità perduta ed a mantenere inalterata la responsabilità genitoriale. Mentre l'avvocato interviene per dare veste giuridica all'accordo eventualmente raggiunto davanti al mediatore familiare.

Quanto alla distinzione di ruoli tra il terapeuta di coppia ed il mediatore familiare, va precisato che l'intervento del primo sui partners ha natura, per l'appunto, "terapeutica" ed è mirato alla ricostruzione del legame di coppia o, comunque, alla ricerca di quegli elementi comuni della coppia che la porteranno a ritrovare - o ricostruire - l'originaria unione. O, viceversa, a comprendere l'impossibilità di tale ricostruzione.

E' soltanto in questo secondo caso che può intervenire il mediatore familiare, il cui compito, come si è visto, non ha alcuna valenza terapeutica, ma mira a fornire alle parti - che hanno scelto, ormai, di rompere il legame - gli strumenti per gestire quelle parti della loro vita che richiedono, necessariamente, di essere co-gestite, anche dopo la rottura del legame. 
Mediatore familiare, dunque, può essere uno psicologo, un avvocato, un'assistente sociale.

E' importante che il mediatore familiare sia ben consapevole della differenza di ruolo che va a ricoprire nel momento in cui si spoglia della sua originaria professionalità (di psicologo, di avvocato o di assistente sociale) per assumere quella, nuova e ben diversa, di mediatore.

E' fondamentale che il mediatore familiare abbia una preparazione specifica e che comprenda come, nel momento in cui sceglie di essere mediatore familiare per "quella" coppia, non sia assolutamente possibile, per quella stessa coppia, esserne anche lo psicologo, l'avvocato o l'assistente sociale.


Quanto costa la mediazione familiare e quale è la sua durata?

Le tariffe del mediatore familiare vanno da un minimo di Euro 70,00 ad un massimo di Euro 130,00, a seconda del tipo di attività che viene svolta e della qualità e durata degli incontri.
    
Gli incontri devono essere almeno 8 e devono svolgersi alla presenza di entrambe le parti. Soltanto il primo incontro può essere singolo.

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