HomeChi siamoDove siamoPrendere Appuntamento
Aree Tematiche
FAQ - Domande e Risposte
Area bambini e adolescenti / bambini con genitori separati

sindrome di alienazione genitoriale

La sindrome da alienazione genitoriale

Nel 1985, Richard Gardner, psichiatra infantile e forense, membro del Dipartimento di Psichiatria Infantile della Columbia University di New York, coniò il termine "Parental Alienation Syndrome"(PAS) - tradotto in italiano da alcuni autori (Buzzi, 1997; Gulotta, 1998) col termine "Sindrome di Alienazione Genitoriale"- per designare il disturbo psicologico che può insorgere nei figli, a seguito del loro coinvolgimento in separazioni eccessivamente conflittuali non appropriatamente mediate. In Italia, tale nuova categoria nosografica, si sta imponendo solo di recente, ma la PAS è oggetto di studio da oltre vent'anni nel mondo, ed è stata inizialmente descritta dallo psicologo forense statunitense Richard Gardner, che ne ha data la seguente definizione:

" Un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli, in cui un genitore (alienante) attiva un programma di denigrazione contro l'altro genitore (genitore alienato). Non si tratta tuttavia di una semplice questione di "lavaggio del cervello" o "programmazione" poiché il bambino diviene soggetto attivo e fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione".

In sostanza, una prolungata manipolazione di un genitore induce i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti e a esibire astio ingiustificato e disprezzo continuo verso l'altro genitore (genitore alienato). Le tecniche del genitore alienante comprendono l'uso di espressioni denigratorie, false accuse di trascuratezza, violenza o abuso riferite all'altro genitore; la costruzione di una "realtà virtuale familiare" di terrore e vessazione che genera, nei figli, profondi sentimenti di paura, diffidenza ed odio verso il genitore alienato. I figli quindi si alleano con il genitore che appare "sofferente"; si mostrano come contagiati da questa sofferenza ed iniziano ad appoggiare la sua visione, esprimendo, in modo apparentemente autonomo, astio, disprezzo, e denigrazione contro l'altro genitore.

La manipolazione può arrivare a distruggere la relazione tra figli e genitore alienato, in quanto i figli arrivano a rifiutare qualunque contatto, anche solamente telefonico. La PAS può presentarsi con differenti livelli di gravità:
-  di grado lieve   -  di grado moderato  -  di grado grave

Può evolvere in modo positivo, con la scomparsa dei sintomi e remissione completa, oppure assistere a una stabilizzazione, con una costante gravità della sintomatologia, o infine peggiorare arrivando ad una completa assenza di relazione tra genitore e figlio alienato. Nel caso lieve l'avversione è solo superficiale, e i figli mantengono gli incontri con il genitore denigrato, ma sono spesso di cattivo umore e critici in modo sproporzionato. Nel grado moderato, i figli sono più aggressivi e irrispettosi e la campagna di denigrazione è quasi costantemente presente. Nella forma più grave invece, che si manifesta nel 5-10% dei casi, le visite al genitore sono rare e impedite da vissuti e forti manifestazioni di ostilità da parte dei figli, che possono arrivare a commettere azioni dirette a provocare dispiacere al genitore "cattivo". La gravità della patologia non dipende solo dall'intensità dell'indottrinamento del genitore alienante, ma soprattutto da quanto esso viene condiviso dai figli.

Gardner sottolinea che per porre la diagnosi di PAS, però, è necessario verificare che il rancore, l'astio e il rifiuto non siano giustificati (o giustificabili) da reali mancanze, disinteresse o addirittura violenze del genitore alienato.
E'  molto difficile stabilire se si è realmente in presenza di una condizione di alienazione genitoriale.


Come riconoscere la Sindrome di alienazione parentale?
La diagnosi richiede l'osservazione di otto sintomi primari nel bambino. Il primo è costituito dalla "campagna di denigrazione", nella quale il bambino mima i messaggi di disprezzo del genitore alienate verso l'altro genitore. In una situazione normale, un genitore non permetterebbe che il bambino esibisca mancanza di rispetto e diffami l'altro, che può essere addirittura favorita con compiacimento
2) Il secondo sintomo consiste nella razionalizzazione deboledell'astio, per cui il bambino spiega le ragioni del suo disagio nel rapporto con il genitore alienato con motivazioni illogiche, insensate o anche, solamente superficiali
 3) mancanza di ambivalenza per la quale il genitore rifiutato è descritto dal bambino come tutto negativo mentre l'altro genitore come tutto positivo,
 4) il fenomeno del pensatore indipendente indica la determinazione del bambino ad affermare di ragionare in maniera indipendente e di aver assunto la propria posizione denigratoria da sola, senza alcuna influenza da parte dell'altro genitore
5) l'appoggio automatico al genitore alienante che descrive una presa di posizione del bambino a favore del genitore alienante senza prendere in considerazione e quindi ascoltare l'altro genitore 6) assenza di senso di colpa dove il bambino non mostra alcuna empatia per la sofferenza dell'altro genitore
7) scenari presi a prestito fanno riferimento ad affermazioni che il bambino usa e che non possono nascere da lui, in quanto non consone alla sua età e di cui non conosce l'esatto significato, per descrivere le colpe del genitore escluso.
Infine 8) l'ultimo sintomo riguarda l'estensione delle ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato, che coinvolge la famiglia, glia mici e le nuove relazioni affettive del genitore rifiutato. Nelle situazioni lievi non sono presenti tutte le otto manifestazioni sintomatiche, nei casi più gravi sono presenti e condizionano totalmente il rapporto con il genitore.


Quali sono le caratteristiche del genitori che "alienano" i figli?

Vengono anche descritte le caratteristiche psicologiche e comportamentali del genitore bersaglio che facilitano l'instaurarsi della PAS e che riguardano:
-  il sesso (quasi sempre il genitore bersaglio è il padre)
- la presunta responsabilità che gli viene attribuita per la separazione
- una certa distanza emotiva dai figli, responsabile del ritardo con cui il genitore scopre la gravità della situazione
-  un atteggiamento particolarmente passivo ed ambivalente nelle questioni che riguardano l'affidamento, che può facilitare il ruolo di guida del genitore alienante, oppure un atteggiamento eccessivamente conflittuale che può farlo percepire come colui che provoca il conflitto.

Sono comunque reputate più importanti le caratteristiche del genitore alienante, che tende ad essere:
- narcisisticamente vulnerabile
- immaturo
- bassa autostima
- dipendente dal figlio o a volte dal nuovo partner

Tra le cause vi è certamente un distacco dalla realtà degli affetti genitoriali: un genitore arriva a percepire i figli come non persone oppure come strumento per acquisire maggior potere nel conflitto o come mezzo per dar sfogo a soddisfazione e sentimenti di rabbia e disagio propri della sola vicenda coniugale.


Quali conseguenze per i bambini?

Gardner ipotizza inoltre che una prolungata esposizione alla PAS costituisce una vera forma di violenza emotiva che può produrre danni a breve e lungo termine tra cui gravi patologie quali:
- esame di realtà alterato - narcisismo
 - aggressività
- indebolimento della capacità di provare simpatia ed empatia
- mancanza di riconoscimento dell'autorità
- difficoltà scolastiche, relazionali, alimentari

La risoluzione di tale patologia comporta un intreccio di risposte sul piano psicologico e giuridico, modulate a seconda della gravità della sindrome.


Come aiutare i bambini vittime di alienazione parentale?

Il trattamento terapeutico dovrebbe prevedere, oltre che il contenimento della rabbia agita, un processo di elaborazione del lutto, legato alla perdita della progressiva situazione di famiglia convivente. Una vera risoluzione passa, ovviamente, attraverso l'affermarsi della cultura della bi genitorialità, del rispetto delle posizioni e delle esigenze diverse dell'altro coniuge.

In conclusione, la PAS è una situazione relazionale realmente esistente, e che può produrre gravi danni psichici. Tuttavia richiede estrema attenzione nella sua individuazione, in quanto è possibile confondere una situazione di alienazione genitoriale con un legittimo desiderio di un abmbino di stare maggiormente con un genitore piuttosto che con un altro. Inoltre non va affatto sottovalutato il rischio che possa essere impropriamente ntrodotta in alcune contese giudiziarie relative all'affidamento dei figli


Approfondimento tratto da: Alberto Guido "La perizia nelle separazioni", Guida all'intervento psicologico, Franco Angeli, Milano


psicologa infantile, psicologo infantile, psicologa per bambini, psicologo per bambini, psicologi infantili, psicologo età evolutiva, psicologa età evolutiva, psicologia infantile,  genitori separati, genitori divorziati, bambini contesi, bambini divisi, sindrome di alienazione parentale, sindrome di alienazione genitoriale

genitori separati, separazione figli, divorzio, avvocato divorzista torino, separazione, avvocato separazione torino, avvocato civilista torino, mediazione famigliare, terapia famigliare, consulenza legale, genitori divorziati, bambini contesi, avvocato, diritto di famiglia, separazione coniugi, divorzio coniugi, cessazione di convivenza, affidamento dei figli minori, tutela dei diritti dei bambini, sindrome alienazione genitoriale, sindrome alienazione parentale