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Violenza contro donne e bambini / aspetti legali sulla violenza a donne e bambini

Minori vittime di abusi: intervento civile e penale

Il Tribunale per i Minorenni

 

Competenza Tribunale per i Minorenni: situazioni di pregiudizio contro i minori fra cui abusi sessuali, incesto, molestie sessuali, stupri, maltrattamenti, gravi trascuratezze, abusi e violenze psicologiche

opportuno fare qualche cenno sulla composizione del Tribunale per i minorenni e sulle sue regole di funzionamento. Si tratta di un organo giudiziario che ha competenza su tutto il territorio regionale, i cui provvedimenti sono emessi da quattro giudici: due magistrati e due esperti in psicologia infantile, psichiatria, pedagogia o discipline analoghe. Le decisioni vengono adottate a seguito di un'istruttoria, che consiste in una raccolta di informazioni sulla condizione familiare e personale del bambino o dell'adolescente.

Si deve sempre procedere all'audizione dei genitori e dei parenti più significativi. Spesso vengono convocati, per un colloquio, operatori della scuola e dei servizi del territorio. Esistono delle opinioni diffuse nella società, talora rafforzate dai mezzi di comunicazione, dei veri e propri pregiudizi sul ruolo dei Tribunali per i minorenni - mi riferisco all'eccessiva facilità con cui verrebbero "tolti" i minori alle famiglie - che vanno senz'altro demistificate.

La gamma delle decisioni che possono essere prese a tutela di un minore è molto ampia e si seguono criteri di gradualità, privilegiando, in primo luogo, gli interventi che tendono a migliorare le capacità dei genitori di svolgere i loro compiti di sostegno alla crescita dei figli. Basti pensare alle "prescrizioni" di collaborare con gli operatori dei servizi, all'affiancamento dell'educatore o dell'assistente domiciliare, ai programmi di terapia familiare per aiutare i genitori ad essere più consapevoli delle esigenze dei figli sul piano affettivo e educativo.

Oltre alle limitazioni della potestà frequenti sono i casi di affidamento temporaneo a parenti che siano maggiormente in grado di rispondere ai bisogni del bambino. Solo nei casi di estrema gravità e urgenza si ricorre all'allontanamento del minore. Non esiste alcun automatismo tra segnalazione del caso e allontanamento dalla famiglia. La segnalazione permette, innanzi tutto, di approfondire le condizioni familiari in cui il minore sta crescendo.

Competenza Tribunale per i Minorenni: situazioni di pregiudizio contro i minori fra cui abusi sessuali, incesto, molestie sessuali, stupri, maltrattamenti, gravi trascuratezze, abusi e violenze psicologiche.

 

A chi segnalare una situazione di abuso o maltrattamento

Di fronte a bambini che  mandano segnali di disagio tali da far nascere nell'adulto il sospetto che possano essere vittima di  comportamenti dannosi o maltrattanti (vedi indicatori di maltrattamento) è importante capire se :

- il minore vive una situazione di sofferenza emotiva occasionale, legata a un periodo di difficoltà dei genitori ( stress, perdita del lavoro, separazioni, ecc). In questo caso si parla con i genitori, per verificare se riescono a riconoscere e risolvere le difficoltà del bambino, anche chiedendo aiuto ai servizi sociali e psicologici del territorio.
- il  minore subisce una forma di maltrattamento per la quale è necessario intraprendere una strategia di protezione.

 Oggi il maltrattamento si esprime più raramente nelle forme eclatanti dell'abbandono e della violenza fisica, e più sovente nelle forme silenziose dell'incuria, della disattenzione, dell'abbandono psicologico e affettivo, della violenza assistita, dell'abuso sessuale.
In questi casi è sbagliato aspettare a segnalare nella speranza che la famiglia del bambino
Soprattutto nell'ipotesi dell'abuso sessuale che avviene all'interno della famiglia si deve evitare di parlare con i famigliari del minore.  Il riserbo è necessario in tutte le situazioni che possono esporre il minore ad un ricatto.
Quando ciò che abbiamo osservato o le rivelazioni del minore ci fanno supporre che stia subendo una  forma di maltrattamento o di abuso, è necessario segnalare a una di queste Istituzioni: collabori: i genitori maltrattanti, il più delle volte, non richiedono esplicitamente un aiuto, presentano una falsa immagine di sé,  raramente riconoscono il loro ruolo nel generare sofferenza.

Tribunale per i Minorenni, Servizi Sociali di zona, Questura, Polizia.Chiunque può segnalare, non è necessario essere un parente del bambino o dell'adolescente.

I pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio ( cioè tutti gli operatori sanitari e assistenziali delle strutture pubbliche e gli insegnanti delle scuole pubbliche e private convenzionate)sono tenuti dalla legge a denunciare  "senza ritardo" all'autorità giudiziaria ogni notizia di abuso fisico, sessuale, di trascuratezza o di abbandono di un bambino o di un adolescente.
Chi esercita una professione sanitaria ha l'obbligo di referto per i casi che rivestono caratteri di reato perseguibile d'ufficio Questi ultimi sono i reati che non prevedono la denuncia da parte della persona offesa, reati per i quali lo Stato procede direttamente.
La legge  prevede che i servizi sociali, le istituzioni scolastiche e le autorità di pubblica sicurezza sono tenute a segnalare all'autorità giudiziaria tutte le situazioni che potrebbero comportare un allontanamento del minore dalla famiglia.


A chi segnalare una violenza su un minore


La segnalazione

- deve essere scritta e firmata

- deve indicare le osservazioni dei comportamenti e degli atteggiamenti del bambino o dell'adolescente, le sue parole, oltre che riportare la descrizione degli eventuali segni fisici riconducibili a lesioni o a trascuratezza. vedi SEGNALI DI MALTRATTAMENTO
- va scritta in modo neutrale, senza dare giudizi contro la famiglia e senza dare valutazioni definitive, ma semplicemente riportando ciò che abbiamo notato o ci è stato raccontato

 Può succedere che, anche quando si è a conoscenza di situazioni di abuso, non si segnala :

- perchè non siamo certi che ci sia davvero un abuso
- perchè il racconto del bambino non ci sembra credibile
- perchè temiamo di privare il bambino dei suoi genitori
- perchè siamo preoccupati dall'idea di testimoniare contro i genitori del bambino
- perchè siamo preoccupati dall'idea di ricevere una querela
- perchè il bambino ci chiede di non rivelare a nessuno la sua situazione

Segnalare non significa condannare, ma dare inizio a un progetto di protezione del minore e di valutazione degli eventuali rischi che corre. Non c'è automatismo tra segnalazione e allontanamento del minore e tantomeno percorso giudiziario contro i genitori. La valutazione dell'attendibilità del minore, delle responsabilità degli adulti è un percorso complesso  che è di competenza del Giudice che si avvale anche dei servizi sociali e psicologici delle AUSL.

Chi protegge i bambini?  In primo luogo, di solito, i genitori. In molti casi non è così e il bambino è in ostaggio di coloro che invece di proteggerlo lo danneggiano.
Le vittime sono obbligate dagli abusanti al silenzio, a mantenere il segreto; per di più i bambini abusati o maltrattati pensano di meritarsi quel trattamento, non hanno percezione dei propri diritti nè idee su come cambiare la loro situazione, nè possono conoscere forme di accoglienza a loro riservate (comunità per minori, famiglie affidatarie).

Chi non segnala quando occorre ha la grave responsabilità di colludere con gli abusanti, lasciando in una disperata solitudine il bambino o l'adolescente che ha chiesto aiuto.  
Non deve esservi nessun timore di essere processati per aver fatto una segnalazione all'autorità Giudiziaria perché è evidente che il motivo della denuncia è la tutela del minore; si può essere processati se viene dimostrata  la coscienza e la volontà di mentire in chi fa la denuncia.


L'audizione protetta del minore

La legge con l'introduzione dell'art. 398 comma 5 bis cod. proc. pen. prevede, molto opportunamente, che il giudice, in caso di audi-zione del minore degli anni 16, possa indicare particolari modalità con cui essa deve avvenire"quando le esigenze del minore lo rendo-no necessario od opportuno". L'audizione del minore alla presenza dell'indagato o imputato, deve essere effettuata con tutte le necessarie cautele, sia in ordine alle modalità di conduzione che alla necessità di evitare al minore, specie se in tenera età, il contatto visivo con l'abusante o con altri soggetti percepiti come estranei e quindi in grado di eserci-tare un involontario effetto paralizzante e perturbante. L'audizione del minore può dunque avvenire in forma protetta presso centri psicologici specializzati e con i seguenti accorgimenti:

- utilizzazione di locale munito di vetro a specchio unidirezionale do-tato di impianto di videoregistrazione e di citofono interno, tale da consentire un intervento in tempo reale sullo svolgimento dell'atto;

- dislocazione nella prima stanza del minore affiancato da un esper-to in ausilio del presidente e con la presenza di uno dei giudici del collegio, al fine di rendere chiaro al minore il significato pro-cessuale dell'atto;


- compresenza nella seconda stanza, allocata dietro lo specchio, di tutti gli altri soggetti legittimati, incluso l'imputato che ne abbia fatto richiesta;


- formulazione delle domande mediante citofono interno da parte del presidente su domande e contestazioni proposte dalle parti, da porsi al minore per il tramite dell'esperto che provvederà a tra-smetterle in linguaggio comprensibile ed adeguato all'età e alle condizioni del minore.


Perché questo metodo che finora ha dato ottimi risultati (consen-tendo addirittura in alcuni casi al minore di vivere in termini positivi e costruttivi l'esperienza processuale) possa estendersi a tutte le sedi giudiziarie e diventare di routine occorre che delle strutture ed apparecchiature sopra indicate (sicuramente di costo non eccessivo e altresì utili al fine delle ricognizioni ed individuazioni di persona) siano dotati tutti i tribunali.

Alternativamente a tali strutture potrà essere utilizzato per l'audi-zione del minore il metodo già in uso per le audizioni dei pentiti nei processi di delinquenza organizzata e cioè quello basato su un im-pianto televisivo a circuito chiuso, come previsto dall'art. 147 bis disp. alt. cod. proc. pen.

 
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