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FAQ - Domande e Risposte
Area bambini e adolescenti / adozione e affidamento

procedura per la domanda di adozione

LA PROCEDURA PER LA DOMANDA DI ADOZIONE

L'ADOZIONE NAZIONALE

La legge 184 definisce anche le norme procedurali specifiche e vincolanti per chi desidera adottare un figlio.
Dal 1983 in poi il problema della selezione delle coppie ha impegnato la riflessione generale per due ordini di motivi:
esigenza di ridurre al minimo il possibile il fallimento dell'adozione
aumento della richiesta rispetto al numero dei bambini dichiarati adottabili

L'articolo 22 spiega che la domanda per l'adozione nazionale, diversamente da quella internazionale, può essere inoltrata a uno o più Tribunali dei minori. Essa decade dopo due anni dalla presentazione e può essere rinnovata ripetendo lo stesso iter della precedente. Successivamente il Tribunale, dopo aver disposto adeguate indagini sanitarie, sociali e psicologiche, "sceglie tra le coppie quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore". Le indagini di tipo medico hanno lo scopo di verificare le attuali condizioni di salute dei coniugi per potere, almeno in via ipotetica, escludere l'insorgere di qualche morbosità a breve termine, evento estremamente sfavorevole all'inserimento di un bambino già provato. Acquisiti tutti gli elementi necessari per la valutazione, il Tribunale dei minori formula il giudizio e sceglie, fra quelle dichiarate idonee, la  coppia che maggiormente adeguata ai bisogni di quel determinato minore. Effettuato l'abbinamento, viene disposto l'affidamento preadottivo per la durata di un anno. In situazioni che si delineano problematiche o nel caso di minori adottati già grandi il periodo di affidamento preadottivo può essere prorogato di un anno per favorire il consolidarsi di relazioni affettive e relazionali non ancora stabili. Se la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore viene contestata dalla famiglia di origine, il Tribunale ha facoltà di decidere comunque l'inserimento del bambino in un nuovo nucleo a causa della  sofferenza psicologica che lo stato di deprivazione affettiva comporta per lui: in questo caso non si tratterà di un affidamento preadottivo, ma di affidamento "a rischio giuridico", la cui durata è a volte imprevedibile in quanto la situazione processuale non è ancora definita. In quest'ultimo caso, la coppia deve essere ben consapevole del rischio a cui a livello giuridico, ma soprattutto affettivo, va incontro e che potrebbe, nei casi più sfortunati, terminare con il rientro del bambino nella sua famiglia d'origine.

Secondo l'articolo 25 " il Tribunale dei minori, decorso un anno dall'affidamento provvede sull'adozione con decreto motivato, decidendo dare luogo o non luogo all'adozione" e secondo l'articolo 27 "per effetto dell'adozione l'adottato acquista lo stato di figlio legittimo ... assume e trasmette il cognome ... e cessano i rapporti verso la famiglia d'origine".  

 
L'ADOZIONE INTERNAZIONALE

La legge 184 ha avuto il grosso merito di colmare un vuoto legislativo in materia di adozione internazionale, disciplinandone la procedura.

I coniugi che desiderano adottare un minore straniero devono presentare la domanda solamente al Tribunale dei minori competente per territorio. Accertata la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge attraverso le indagini già citate in precedenza, viene rilasciata la dichiarazione di idoneità all'adozione, che consente di recarsi all'estero per attuarla. L'articolo 32 riconosce efficace il provvedimento straniero quando:

      è stata emanata la dichiarazione di idoneità

      il provvedimento straniero è conforme con le leggi dello stato che lo ha emesso

      non è contrario ai principi fondamentali che regolano nello Stato il diritto di famiglia e dei minori.

Una volta che il minore sia entrato in Italia con lo stato di figlio adottivo verranno applicate le norme già descritte per l'affidamento preadottivo nazionale.

 
IL TRIBUNALE PER I MINORENNI

I Tribunali per i Minorenni sono competenti e responsabili dell'iter della domanda di adozione; una volta ricevuta la domanda avviano delle procedure di accertamento dei requisiti soggettivi (la A.S.L. avvierà tramite uno psicologo e un assistente sociale colloqui a conclusione dei quali verrà stesa una relazione)  e oggettivi (mediante accertamento effettuato dalla polizia) della famiglia spirante. Le relazioni stilate da entrambi gli organi competenti verranno inviate al Tribunale per i minorenni che ha a carico la domanda di adozione, e dopo un colloquio della famiglia aspirante con un Magistrato Minorile, deciderà se accogliere la domanda o respingerla. In quest'ultimo caso, cioè se la domanda dovesse essere respinta, è ammesso ricorso alla  Corte di Appello presente nella stessa città.

 

 
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