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FAQ - Domande e Risposte
Area adulti / Problemi legati all'identità e all'area delle relazioni

Personalità dipendente

Se una persona è passiva e sottomessa nelle relazioni, si vede indifesa e incapace di decidere da sola, evita conflitti discussioni con gli altri, delegando loro ogni responsabilità, può avere un problema legato al disturbo dipendente di personalità.

 

 

 

Ci sono persone che  si definiscono prevalentemente nella relazione con l'altro e cercano sicurezza e soddisfazione soprattutto in contesti interpersonali (per esempio," sono la moglie di Tom e sto bene quando le cose con lui vanno bene"). L'individuo con questo disturbo permette passivamente che gli altri dirigano quasi completamente la sua vita e non avanza richieste per timore di compromettere queste relazioni considerate probabilmente protettive, delle ancore che possano sostenerlo completamente. 


Appare un quadro di estrema dipendenza generalizzata che si esplicita inoltre, con una difficoltà a prendere delle  decisioni importanti; è tipica la richiesta di continue ed eccessive rassicurazioni.

 


Tale caratteristica non rende il  soggetto dipendente in grado di prendersi cura di se stesso senza che sia qualcun altro a farlo. Si percepisce come indifeso, privo di forze, inadeguato, ed incapace quindi di affrontare da solo le sfide della vita. Cercano poco  le relazioni strette, solo in cambio di protezione e sicurezza. Cercano persone che si prendano cura di loro e pur di compiacere l'altro significativo ed evitare il conflitto viene evitata perlopiù, quasi ogni sorta di controversia. 


Il conflitto è temuto ed evitato. Non si arrabbiano infatti adeguatamente con le persone da cui necessitano supporto e accudimento per timore di allontanarli.


Nel caso in cui la relazione dipendente terminasse, potrebbe esserci una sorta di sentimento di disgregazione con  tendenza alla depressione e, l'unica alternativa, sembrerebbe essere trovare quasi immediatamente una figura affettiva nuova con cui ristabilire un legame appunto dipendente.Se lasciati a se stessi, gli individui con disturbo dipendente di personalità si sentono incapaci, e tendono a  considerare le altre persone capaci e potenti. Lo scopo delle loro vite è quello di mantenere  relazioni accuditive
 e di sostegno in cui hanno un ruolo sottomesso, e quindi sono contenti quando riescono a sviluppare legami di  questo tipo e molto in difficoltà quando non ci riescono.


In genere infatti queste persone manifestano i loro sintomi psicologici quando qualcosa non funziona nella loro  relazione fondamentale.  In alcune culture, una struttura di personalità dipendente è adattiva, ma nelle culture occidentali, dove sono presenti il pensiero indipendente e le realizzazioni individuali, un orientamento dipendente può essere  problematico.

Le scoperte di Bornstein (2005) suggeriscono che la dipendenza può derivare da uno o da tutti i seguenti fattori:

  • Stile genitoriale iperprotettivo e/o autoritario
  • Socializzazione dei ruoli di genere
  • Atteggiamenti culturali relativi alla realizzazione vs relazionalità

E stato infatti osservato che nelle famiglie dei soggetti "dipendenti" venga agito un elevato controllo e ci sia una  ridotta espressività si se stessi, del proprio modo di essere, di agire e di sperimentare Anche se il pregiudizio popolare considera le donne più portate a sviluppare una dipendenza patologica,  Bornstein nota che le donne possono essere semplicemente più disposte a riconoscere la dipendenza.

 

Criteri diagnostici

Il DSM IV lo inserisce nel cluster C dei disturbi di personalità, detto anche gruppo degli ansiosi. Il disturbo dipendente di personalità è descritto come una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi,  che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione, che compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:
1) la persona ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza richiedere un'eccessiva quantità di consigli e
 rassicurazioni
2) ha bisogno che altri si assumano la responsabilità per la maggior parte dei settori della sua  vita
3) ha difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto o approvazione
4) ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per una mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione od energia)
5) può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto da altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli
6) si sente a disagio e indifeso quando è solo per timori esagerati di essere incapace a provvedere a se stesso
7) quando termina una relazione stretta ricerca urgentemente un'altra relazione come fonte di accudimento e di supporto
8) si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a provvedere a se stesso.

 

 

Versione passivo aggressiva


Viene riconosciuto un pattern di dipendenza ostile che può essere concettualizzato come una variante del disturbo  dipendente di personalità. Gli individui dipendenti con ostilità risentono del fatto di dipendere ed essere legati  ad un'altra persona e al tempo stesso di non riuscire a separarsi psicologicamente da essa.
L'aggressività, che normalmente alimenterebbe uno sforzo di autonomizzazione, può essere manifestata in modo  obliquo, con la tendenza ad esprimere i propri affetti negativi a "sbarazzarsene" senza mettere in pericolo l'attaccamento. I soggetti passivo aggressivi si riferiscono in riferimento alle altre persone ma con una valenza  negativa. Attaccano per prevenire l'attacco che si aspettano di ricevere dagli altri ma lo fanno in modo indiretto.
Come le persona masochiste si aspettano di essere maltrattati, ma contrattaccano, sia pure in modo insidioso. Poiché si contrappongono ai programmi delle altre persone, è difficile che concepiscano e perseguano obiettivi propri. Uno dei compiti principali in terapia con questi pazienti è accrescere il loro senso di identità e la capacità di accettarsi come soggetti attivi, anziché come che si limita a rispondere e a reagire alle azioni altrui.

 

 


 

Terapia

Se il problema causa un disagio significativo allora è necessario l'intervento di uno psicologo professionista esperto nel settore. Infatti i rischi per la propria salute possono essere alti. Spesso questo tipo di problematica viene sottovalutato dalla persona che crede erroneamente che il problema sia esclusivamente di natura affettivo-relazionale. In realtà, è possibile che si sviluppino sintomatologie di origine psicosomatica a volte anche  molti gravi. Fortunatamente l'intervento psicologico, permette una remissione del problema in tempi generalmente molto brevi in termine di sedute. Occorre ovviamente valutare ogni specifico caso e definire un piano di trattamento individualizzato. Bisogna quindi consentire al paziente di portare a termine il processo di separazione e di sviluppare la propria capacità di autonomia e la fiducia nelle proprie risorse e capacità. Bisogna favorire  l'affermazione del suo vero "Sé".


Il terapeuta deve incoraggiare il paziente ad un funzionamento autonomo e allo stesso tempo contenere le ansie  che insorgono durante tale percorso fungendo da contenitore in grado di restituire un nome, un senso ed un significato alle proprie emozioni. Bisogna anche accettare e contenere la rabbia ed i sentimenti aggressivi del paziente per aiutare a rafforzare il senso di orgoglio per le proprie realizzazioni.


L'intervento psicologico mira a risolvere i comportamenti, le azioni ed i pensieri che favoriscono e mantengono  la dipendenza. Si riconosce al paziente una capacità adattiva e delle risorse che egli ignora di possedere. Le psicoterapie a orientamento psicodinamico quindi permettono ai pazienti di comprendere gli antecedenti del loro comportamento e, con il sostegno di un buon terapeuta, possono diventare più indipendenti, assertivi e fiduciosi in se stessi.

Dott.ssa Daniela Bogetti

personalità dipendente, persona insicura,