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Area adulti / Problemi legati all'identità e all'area delle relazioni

Il disturbo borderline di personalità

Disturbo Borderline di Personalità


Il Disturbo Borderline di Personalità è caratterizzato da una continua instabilità delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé e dell'umore, e da una forte impulsività; queste modalità si instaurano nella prima età adulta.

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità hanno una modalità di relazione instabile, che li porta a idealizzare protettori o amanti al primo o secondo incontro,a richiedere, all'inizio di una relazione, una intimità e una dedizione intensa all'altro. Questi individui esprimono una forte affettività, ma solo con l'aspettativa che gli altri saranno "presenti" a loro volta per soddisfare le loro necessità.Così passano dall'idealizzare allo svalutare l'altra persona perché non si occupa di loro, non è "presente" come vorrebbero, mostrando una estrema reattività al disagio interpersonale.

Nella mente si produce un cambiamento improvviso della rappresentazione dell'altro, terapeuta compreso, che viene visto alternativamente come positivo o come negativo e punitivo. La percezione della separazione o dell'abbandono produce in queste persone sentimenti di forte timore o di rabbia, Questi timori di abbandono sono correlati ad un'intolleranza a stare soli.I loro sforzi disperati per evitare l'abbandono possono includere azioni impulsive, come comportamenti automutilanti o suicidari
Allo stesso modo l'immagine di sé è marcatamente e persistentemente instabile.


Vi sono variazioni improvvise e drammatiche dell'immagine di sé, caratterizzate da cambiamenti di obbiettivi, valori, aspirazioni a proposito della carriera, dell'identità sessuale, dei valori e delle relazioni.

Questi individui possono improvvisamente passare dal ruolo di bisognoso di aiuto a quello di arrabbiato vendicatore di un maltrattamento subito.Tali esperienze solitamente si manifestano in situazioni in cui l'individuo percepisce la mancanza di una relazione significativa, di accudimento e supporto.

Gli individui con questo disturbo manifestano impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per sé :possono giocare d'azzardo, spendere soldi in modo irresponsabile, fare abbuffate, abusare di sostanze, coinvolgersi in rapporti sessuali non sicuri, o guidare spericolatamente.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità manifestano ricorrenti comportamenti suicidari, o comportamento automutilante Il suicidio riuscito si verifica nell'8-10% di tali individui, e i gesti automutilanti (per es., tagliarsi o bruciarsi) e le minacce e i tentativi di suicidio sono molto comuni. L'automutilazione può verificarsi durante esperienze dissociative, e spesso porta sollievo, riaffermando la capacità di sentire o di espiare la sensazione dell'individuo di essere cattivo. Sono comuni perdite ricorrenti del lavoro, interruzione della scolarità e rottura di matrimoni.

Le azioni autodistruttive nascono da minacce di separazione o di rifiuto, o dall'aspettativa di assumere maggiori responsabilità.
L'umore disforico di base di chi è affetto da Disturbo Borderline di Personalità è spesso attraversato da periodi di rabbia, panico o disperazione, assai di rado da momenti di benessere o soddisfazione.

Frequentemente esprimono un'aggressività inappropriata ed incontrollata, estremo sarcasmo, amarezza o esplosioni verbali. La rabbia è spesso suscitata dal vedere un curante o un amante come disattento, rifiutante, poco dedito, o abbandonante. Tali espressioni di rabbia sono spesso seguite da vergogna e colpa, e contribuiscono alla sensazione di essere cattivi.

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità possono essere afflitti da sentimenti cronici di vuoto e di noia, che li porta a cercare sempre qualcosa da fare.


Durante i periodi di stress estremo, possono manifestarsi ideazione paranoide o sintomi dissociativi transitori (per es., depersonalizzazione), che tendono ad essere transitori, durano pochi minuti o ore. Questi episodi si manifestano di solito a seguito di un abbandono reale o immaginato. Il ritorno reale o percepito della figura accudente possono determinare una remissione dei sintomi.
Alcuni soggetti con Disturbo Borderline di Personalità possono ritirarsi da una attività quando stanno per realizzare l'obbiettivo prefissato (per es., non laurearsi dopo aver sostenuto tutti gli esami; regredire quando il terapeuta dice che sta andando bene la terapia; distruggere una relazione quando è chiaro che potrebbe durare).

Alcuni individui sviluppano sintomi quali: allucinazioni, distorsioni dell'immagine corporea, durante periodi di stress. Gli individui con questo disturbo possono sentirsi più sicuri con oggetti transizionali (per es., possedere un animale domestico o un oggetto inanimato) che nelle relazioni interpersonali.



Le storie infantili di persone con Disturbo Borderline di Personalità


Il disturbo borderline di personalità (DBP) si genera in soggetti che hanno vissuto un'infanzia caratterizzata da forme di abuso fisico, sessuale o psicologico e trascuratezza.Questi soggetti da bambini si sono adattati ad  una  realtà famigliare caotica e conflittuale, dove gli adulti tendevano a manipolare e a coinvolgere i figli nelle proprie difficoltà e patologie.Il bambino cresce subendo il peso dei conflitti intrapsichici e dei bisogni insoddisfatti che i genitori proiettano su di lui e nei quali resta in qualche modo intrappolato.

A volte in queste famiglie uno dei genitori ha un disturbo psichico oppure usa sostanze psicoattive; questo aspetto intacca gravemente le capacità genitoriali, impedendo all'adulto di essere adeguato e coerente.

La famiglia produce e mantiene nel tempo comportamenti e dinamiche relazionali patogene, che si possono sintetizzare in questo modo:

Aspetti di caoticità e instabilità : le regole non sono stabili ma variano a seconda dell'umore del genitore o del suo stato mentale o emotivo

I genitori non incoraggiano l'autonomia e l'individuazione del figlio ma al contrario cercano di impedirgli di crescere e di staccarsi da loro.

I genitori alternano la trascuratezzao negligenzaa momenti di ipercoinvolgimento e invadenza

I genitori utilizzano forme di controllo senza partecipazione affettiva, cioè si relazionano al figlio controllandolo ed invadendo la sua sfera personale, e al contempo negandogli il loro affetto o svalutandolo.

Il figlio stesso, fin da piccolo, viene quindi percepito dalla madre e dal padre come una sorta di "prolungamento" del loro Sé, e non come un individuo a sé stante, differenziato.

Le famiglie dei pazienti borderline hanno confini labili e indefiniti; le identità, i ruoli, le responsabilità, le emozioni ed i pensieri appartenenti ai diversi membri familiari sono confusi e ai figli viene impedito di identificare e riconoscere i propri sentimenti e bisogni come distinti da quelli dell'adulto.

Il figlio che cerca la propria indipendenza può essere indotto a percepirsi come un soggetto cattivo e traditore, che fa soffrire la madre.
Questo sentimento produce un forte senso di colpa e una posizione affettiva improntata alla dipendenza e alla forte paure di essere abbandonato, oltre al sacrificio dei bisogni di individuarsi come persona.
Da adulti questi soggetti vivono una forte paura di essere abbandonati non solo dalle figure genitoriali ma da tutte le figure affettivamente significative.

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