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Area bambini e adolescenti / Problemi di comportamento

bullismo

varie-2007-026.jpg  Vittime e bulli devono essere aiutati

non ignorati o solo puniti



Se tuo figlio è vittima di atti di bullismonon lasciarlo solo con il suo dolore. Aiutalo, fallo parlare di ciò che gli succede, ascoltalo ed eventualmente chiedi aiuto tu per lui.

Le vittime dei bulli sono in genere ragazzi fragili, che hanno bisogno di qualcuno al loro fianco che se ne prenda cura.  Stagli vicino ...

E se tuo figlio è un bullo? Anche lui ha bisogno di aiuto, perchè chi fa violenza contro gli altri è una persona altrettanto fragile, piena di problemi, insicura, e la prepotenza è solo un modo per non affrontare le proprie insicurezze. I bulli non vanno solo fermati e sanzionati, vanno soprattutto aiutati !!!

Lo psicologo può fare molto in queste situazioni. Innanzi tutto aiutare i genitori a trovare il modo migliore per stare vicini al figlio, sia che si tratti di una vittima che di un ragazzo violento. La psicologa può inoltre aiutare la famiglia a fare le scelte più giuste in momenti difficili, per esempio se cambaire scuola oppure no, se andare a parlare con gli insegnanti oppure aspettare che sia il ragazzo a farlo.

Lo psicologo può inoltre incontrare il bambino o il ragazzo e capire come è potuto accadere che proprio lui sia stato scelto come "vittima" dei bulli; dare un significato ai sintomi di malessere fisico o psichico dal quale in genere il soggetto si sente invaso senza essere in grado di fare i collegamenti con i maltrattamenti subiti a scuola (per ese. il mal di testa o il mal di pancia ogni volta che suona la sveglia la mattino); aiutare il ragazzo a trovare le risorse interne per reagire in modo positivo alla situazione difficile che si è creata a scuola, e aiutarlo a trovare la capacità in se stesso di difendersi in futuro da nuovi eventuali episodi di bullismo; rielaborare, se è il caso, l'esperienza traumatica.

Nel caso invece la psicologa si trovi a lavorare con un ragazzo violento e lui stesso autore di bullismo,sarà molto prezioso lo spazio di ascolto e dialogo offerto al paziente per capire il significato di quella violenza, nell'ottica secondo la quale nessuno nasce cattivo ma cattivi si diventa se abbiamo sofferto troppo, se siamo troppo arrabbiati, se viviamo delle situazioni di grave disagio in famiglia.



Cosa è il bullismo

Con questo termine sono definite le manifestazioni di distruttività e di  violenza, agita contro i compagni all'interno della scuola o contro coetanei o bambini più piccoli all'interno di altri contesti (cortile, strada, gruppi e associazioni).

La violenza viene esercitata da un soggetto o da un "branco"che riesce a emarginare, umiliare, minacciare o schernire dei compagni designati come vittime oppure dei soggetti portatori di una qualche diversità, di un qualche handicap o di una qualche debolezza reale o presunta oppure ancora dei coetanei di altra etnia, nazionalità o provenienza. Il termine di "bullismo" (D. Olweus, 1996) dall'inglese "bullying" rappresenta  la violenza, la crudeltà e le forme di tirannia esercitate da questi soggetti.

Diverse scuole elementari, medie inferiori  e superiori in Italia lamentano  manifestazioni di bullismo variabili  a seconda dell'età degli allievi e del livello di gravità  raggiunto nella progressione della violenza: estorsioni , aggressioni e scontri fisici tra allievi. Diversi studi e ricerche,condotte da un nutrito gruppo di ricercatori provenienti da regioni diverse d'Italia, offre uno spaccato drammatico dell'entità del fenomeno nel nostro Paese, rivelando come la violenza all'interno della scuola non si limiti a episodi di bullismo, ma viene anche esercitata contro gli insegnanti o contro le cose che rappresentano l'autorità e il mondo della scuola.Si stanno diffondendo inoltre altre forme di  aggressività, che senza raggiungere standard di violenza grave, creano  disturbo alle relazioni e alle attività scolastiche: in questo gruppo comprendiamo i comportamenti improntati a collera, impulsività, alla disobbedienza, al rifiuto a collaborare, al trasgredire le regole; le tendenze a mentire, imbrogliare, ingannare.Queste manifestazioni di violenza psicologica e fisica rischiano di danneggiare sia il singolo individuo, intaccando il suo sviluppo mentale, sociale, culturale, che  la comunità scolastica.


Bullismo come espressione di disagio

L'ipotesi degli studiosi e dei ricercatori è che il bullismo sia una espressione del disagio e della sofferenza degli allievi.I dati di numerose ricerche sul fenomeno del bullismo in Italia rivelano che bulli e vittime sembrano accomunati da una sorta di analfabetismo sul piano socio-cognitivo ed emotivo.Le vittime si distinguono per una scarsa padronanza della sfera emotiva, mentre i bulli si differenziano soprattutto nel settore del disimpegno morale e possono attivare in se stessi il meccanismo della deumanizzazione.

Raramente la comunità adulta va a cercare le motivazioni profonde di questi atteggiamenti di violenza e  così succede che agli atteggiamenti improntati ad aggressività e a spavalderia  seguono reazioni di repressione e stigmatizzazione da parte degli insegnanti e dell'istituzione.Tali reazioni aumentano il conflitto e il bisogno di esercitare nuove azioni violente, rendendo vani i tentativi di comprensione e di avvicinamento ai ragazzi difficili. Questi ragazzi, sentendosi emarginati socialmente si aggregano con altri ragazzi devianti, possono arrivare ad agire comportamenti delinquenziali nel contesto scolastico e al di fuori di questo contesto.
E' necessario  affrontare adeguatamente il bullismo nella scuola e negli altri contesti per evitare che questi atteggiamenti possono degenerare  dando vita a persone orientate ad agire la violenza.Sovente succede invece  che, saltando tout cort un momento di riflessione, le reazioni dell'opinione pubblica e a volte delle Autorità individuino come unica soluzione  l'inasprimento delle risposte repressive sul piano penale ed educativo.

Ma evidentemente questa non può essere una soluzione capace di eliminare la distruttività e l'aggressività, che va compresa nel suo costruirsi all'interno dei gruppi di adolescenti e preadolescenti.Bisogna tener presente le tendenze generatrici di violenza che si muovono nel mondo adulto, a partire dai modelli imposti dai mass media, dalla televisione, dal cinema, nello sport che esaltano l'individualismo, la forza, la competizione aggressiva, arrivando a rappresentare  scene di violenza fisica e psicologica in modo aproblematico se non compiaciuto.Diverse ricerche evidenziano come il bullismo sia più diffuso nei contesti socioculturali caratterizzati da ideologie e modelli che legittimano e giustificano la messa in atto di condotte improntate alla logica della violenza e della sopraffazione.


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