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FAQ - Domande e Risposte
Esperienze traumatiche

Il trauma nei bambini

Bambini e trauma

lutti, incidenti stradali,
eventi catastrofici,
aggressioni, violenze, abusi, bullismo a scuola

Presso Synergia Centro Trauma di Moncalieri (TO) e Bra (CN) ci sono psicologi specializzati nella cura dei bambini che hanno vissuto dei traumi, anche usando la terapia EMDR.



Molti pensano che i bambini, tanto più se piccoli, "non capiscano" o siano meno sensibili di noi adulti alle esperienze traumatiche. Nulla di più sbagliato. I bambini e gli adolescenti sono PIU' sensibili degli adulti e possono riportare conseguenze anche molto gravi e durature dall'aver vissuto o assistito ad esperienze spaventose che la loro mente fa fatica ad elaborare.

Un grave incidente stradale, la morte improvvisa di una persona cara, un terremoto, il suicidio di un amico (negli adolescenti), può lasciare tracce molto profonde nella mente di un soggetto in età evolutiva. Molto spesso i bambini non parlano con gli adulti di quanto hanno vissuto, e gli adulti colludono con il loro desiderio o la loro incapacità di comunicare; "meglio che dimentichi, non gli dico niente per non fargli ritornare in mente pensieri tristi, magari non ha capito cosa è successo". Quanti genitori, pensando di farlo per il loro bene, lasciano soli i bambini con il dolore e la paura legate ad un trauma vissuto e non elaborato.

I bambini, come gli adulti, devono essere aiutati a parlare di come si sono sentiti durante l'esperieza traumatica e di come di sentono dopo di essa. Il silenzio è un danno, non un aiuto!


I bambini provano dolore nello stesso modo degli adulti quando vengono esposti a eventi gravi come la morte di un familiare o una malattia o  una violenza nei loro confronti. Quindi, i bambini sono soggetti a provare stati di ansia ed emozioni come rabbia, colpa, tristezza, mancanza e senso di impotenza.

La capacità dei bambini di provare questo tipo di dolore è in genere sottovalutata. Probabilmente questo è dovuto al fatto che si esprimono con modalità diverse da quelle degli adulti. Inoltre, nella nostra cultura abbiamo la tendenza a proteggere i bambini dal dolore e dalla sofferenza.

Indipendentemente dal fatto di essere stati coinvolti direttamente nell'evento, i bambini si renodono conto e sentono quando succede qualcosa di grave.

Se si tace o si è vaghi riguardo all'evento, si lascia il bambino da solo con i suoi pensieri, con la sua immaginazione, con domande senza risposta e con tutta l'incertezza che questo crea. Se non viene data alcuna informazione lasciamo il bambino alle sue fantasie, che in genere sono peggio della realtà. Le fantasie negative possono provocare un senso di ansia e di terrore che lasciano segni permanenti che si manifestano in seguito come vulnerabilità fisica o psichica.


La mente non riesce il più delle volte a registrare in modo chiaro e corretto tali eventi, che continuano a generare disagio e malessere emotivo in chi li ha vissuti. Mentre nelle normali esperienze di vita il cervello registra i fatti avvenuti, i pensieri e  le esperienze emotive correlate, e quindi fornisce un significato a ciò che si è vissuto, questo meccanismo naturale di inceppa quando si vive una esperienza traumatica. La paura intensa, il senso di pericolo e di impotenza ad affrontarlo generano nella mente uno stato di allarme che impediscono la trasformazione dell'evento traumatico in ricordo: la persona rimane in qualche modo "legata" al trauma, come se in parte continuasse a vivere nel passato terrorizzante.



Come esprimono le loro emozioni i bambini

Le reazioni sono diverse, a seconda della loro età evolutiva e dell'importanza emotiva dell'evento, della violenza o della perdita. I bambini in genere hanno difficoltà a verbalizzare le loro emozioni. Le emozioni in genere vengono espresse attraverso irrequietezza, agitazione, scoppi di rabbia, paura del buio, problemi di sonno, incubi e paura dell'abbandono.   Possono anche riferire sintomi fisici come mal di testa o di stomaco. Quando i bambini scoppiano a piangere o diventano molto tristi apparentemente senza motivo, allora può voler dire che stanno lottando con il dolore e che hanno bisogno di aiuto.

Il bambino può continuare, anche mesi o anni dopo il trauma, a rivivere questi momenti drammatici della sua vita, le immagini, i suoni, gli odori, le sensazioni negative e ne è turbato con la stessa intensità di quando i fatti sono avvenuti.

Un  esempio: un bambino di due anni assiste allo scippo della mamma ad opera di un motociclista. La mamma sviene e anche se poi non riporterà nessuna conseguenza grave resta svenuta per diversi minuti. Il bimbo, anche se vicino a lui c'era il padre,  è terrorizzato. Per molti mesi ogni volta che sente passare una moto il bambino avrà crisi di vero e proprio panico, piange, urla, nei suoi occhi si vede il terrore.

I bambini difficilmente sanno associare i loro sintomi di malessere all'esperienza traumatica subita. Il corpo ed il comportamento spesso parlano al loro posto: mal di testa, pipì a letto, mal di pancia, nervosismo, aggressività o al contrario eccessiva ed improvvisa tristezza, calo del rendimento scolastico possono essere indicatori di una sofferenza silenziosa.

Ci sono bambini traumatizzati che sviluppano il disturbo post traumatico da stress, altri che invece che si ammalano, divenanto tristi o cattivi.



Come aiutare i bambini  bambina17


I bambini non sanno e non possono chiedere aiuto da soli. Devono essere gli adulti che gli stanno vicini ad accorgersi della loro sofferenza ed a chiedere aiuto.

I genitori possono anche chiedere loro aiuto allo psicologo per farsi consigliare su cosa sia meglio fare per il loro bambino.

Aspettare che il problema passi da solo in genere è sbagliato.

Dare  messaggi chiari, trasmettere al bambino le informazioni in modo aperto e sincero, soprattutto di quello che è successo, di quello che sta succedendo e di quello che succederà. Le spiegazioni devono tenere conto ovviamente dell'età del bambino.

I genitori sono le persone più indicate per informare e preparare il bambino; se questo non è possibile allora deve farlo una persona che il bambino conosce bene, di cui si fida.
Deve esserci il tempo e la tranquillità necessaria per parlare. L'adulto deve ascoltare le domande del bambino e rispondere con sincerità, accettare e rispettare le emozioni del bambino.

I bambini reagiscono in modo diverso, alcuni piangono o protestano oppure negano la realtà, altri dimostrano apatia e si comportano come se non avessero sentito quello che gli è stato appena spiegato ma devono avere la possibilità di poter riprendere l'argomento con le loro domande e di ricevere risposte sincere. Se non ci sono risposte, allora bisogna dirlo al bambino. I bambini questo lo capiscono. E' importante ricorrere a volte al supporto di uno psicoterapeuta, soprattutto se le persone con cui vive il bambino non sono in grado di aiutarlo. L'intervento terapeutico è in genere di breve o media durata ed è importante non solo per risolvere il problema emotivo post traumatico ma anche come prevenzione di difficoltà future.



Curare bambini traumatizzati con l'EMDR


  • Non attendere tempo per iniziare la psicoterapia

Gli eventi traumatici danneggiano la mente. La ricerca scientifica ha riconosciuto che gli eventi traumatici producono cambiamenti profondi e duraturi nello stato di allarme psicologico, nelle emozioni, nello stato cognitivo, nella memoria ed anche nel cervello.

A seguito di un avvenimento traumatico vi è la probabilità che il bambino sviluppi un Disturbo post traumatico da stress, disturbo caratterizzato da ricordi ricorrenti ed intrusivi del terremoto, sogni sgradevoli o spaventosi ripetitivi durante i quali si ripete l'evento, tremore, batticuore, grande agitazione. ad insonnia, difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, incubi.

Chi è vittima di tale disturbo può avere anche: ipervigilanza, esagerate risposte di allarme, irritabilità o scoppi di ira o difficoltà a concentrarsi sui compiti, "anestesia emozionale" , apatia o riduzione dell'interesse o della partecipazione ad attività precedentemente piacevoli o incapacità di provare emozioni o interesse nei confronti degli altri.

Ci sono bambini traumatizzati che non sviluppano il disturbo post traumatico da stress ma altri disturbi. Vi sono bambini che hanno subito un trauma che a occhi esterni può apparire di piccola entità e che sviluppano un grave Disturbo post traumatico da stress, altri che hanno subito un evento traumatico grave e che hanno una risposta di minore gravità.

Un periodo continuativo di esperienze traumatiche può ritardare lo sviluppo di alcune aree del cervello e la personalità del minore., le sue capacità cognitive e sociali possono venir compromesse. Lo scopo della psicoterapia Emdr è quello di rimuovere questi problemi e di favorire la ripresa del normale sviluppo.

 

  • Il lavoro dello psicoterapeuta

Nella presa in carico dei bambini che hanno subito esperienze traumatiche la psicodiagnosi assume una rilevanza particolare sia per validare l'origine traumatica della situazione sia per potere correttamente impostare la terapia.

Lo psicoterapeuta che incontra un bambino che presenta sintomi post traumatici, individua per prima cosa quale genere di trauma è stato vissuto.

Vi sono bambini che nella loro famiglia sono stati esposti a forme croniche di violenza e sono stati allontanati ( affidati ad altra famiglia o inseriti in Comunità)

Bambini che nell'attualità sono esposti a traumi continuativi (subiscono gravi maltrattamenti, abusi fisici e sessuali, assistono quotidianamente alla violenza)

Bambini che sono stati esposti a un evento traumatico specifico ( lutto, catastrofe, incidente, terremoto); soggetti che sono colpiti, ma la cui personalità antecedente all'evento era già sufficientemente coesa.

Non c'è una psicoterapia standard che va bene per tutti, ogni situazione richiede un lavoro differente. Un bambino che ha vissuto un'unica esperienza traumatica ha bisogno di una psicoterapia più breve di un bambino esposto a un lungo periodo di minacce di aggressioni o di abusi sessuali.

Dato che il trauma disorganizza la mente, il terapeuta individua le funzioni che il trauma ha danneggiato; per far questo ha bisogno di raccogliere informazioni dai genitori sullo sviluppo del bambino, sulla sua storia, sul contesto nel quale vive.

Terminata la psicodiagnosi, il terapeuta discute e concorda con i genitori il lavoro che verrà svolto, la scansione degli incontri e chiede ai genitori di offrire al bambino un sostegno emotivo, oltre che

di osservarne il comportamento quando è a casa, di prender nota dei cambiamenti del comportamento.

Durante lo svolgimento della psicoterapia il terapeuta propone momenti di incontro con i genitori, allo scopo di riflettere insieme sul lavoro e di valutarne gli effetti.

 

  • Per quali motivi l'Emdr funziona in questi casi

Sovente, di fronte ad una esperienza traumatica, siamo portati a pensare che è meglio" metterci una pietra sopra", vivere sforzandosi di dimenticarla. Attualmente, grazie alle ricerche sul funzionamento della mente, gli psicologi che lavorano a stretto contatto con soggetti che hanno vissuto esperienze traumatiche, si vanno orientando nella direzione del far ricordare. Oggi si sostiene quindi che il racconto di esperienze traumatiche del passato, quali l'aver subito violenza, ha un effetto positivo sulla salute non solo psicologica ma anche fisica dell'individuo, nei marker ematici, nella aumentata capacità dell'organismo di resistere alle malattie, nell'aumento delle funzioni immunitarie.

L'EMDR offre un valido aiuto nella psicoterapia per" ricordare" non solo per aiutare il bambino a calmarsi e a regolare meglio la sua emotività, quindi per ridurre la sua sofferenza attuale , ma anche per ridurne l'impatto e le conseguenze nella strutturazione delle sua identità.

Dobbiamo aver presente che le esperienze traumatiche suscitano sempre convinzioni comuni nella vittima che continua a chiedersi"perchè" (perchè doveva succedere, perchè è successo a me?) o a ripetersi che "non è giusto"o che "è successo per colpa mia" entra in un loop, in un circolo di pensieri disfunzionali che non le permettono l'elaborazione,ma al contrario generano emozioni di colpa, rabbia, impotenza, dolore, confusione.

L'Emdr, attraverso la stimolazione bilaterale, fatta dallo psico terapeuta, permette al bambino di ripercorrere l'esperienza traumatica, di rivivere le emozioni provate e di abbandonare questi pensieri negativi disfunzionali per poter dare un significato all'esperienza all'interno del proprio mondo emotivo e cognitivo.

 




Bambini coinvolti in incidenti stradali e trauma


I ricercatori dell'University of Pennsylvania e del Children's Hospital di Filadelfia hanno effettuato delle interviste telefoniche a genitori e bambini (dai 5 ai 15 anni) coinvolti recentemente in incidenti stradali. Sono stati analizzati i dati di 1483 bambini coinvolti in 1091 incidenti stradali.Sintomi significativi di disturbo acuto da stress sono stati riportati dall'1,6 per cento dei bambini coinvolti e dal 4,7 dei genitori. Nei bambini i sintomi sono risultati indipendentemente associati alla presenza di ferite riportate nell'incidente e a eventuali cure mediche riportate. Nei genitori i sintomi sono risultati indipendentemente associati alla presenza di bambini feriti o costretti a ricorrere a cure mediche. La maggior incidenza dei sintomi tra gli adulti si spiega con il carico emotivo associato alle preoccupazioni per un figlio ferito, alle ripercussioni economiche dell'incidente e alle eventuali responsabilità nella dinamica dell'incidente.






 
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