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violenza in famiglia, ai bambini e alle donne

 

Violenza in famiglia -

che fare?



Quali mezzi la legge mette a disposizione del coniuge o del convivente che subisce violenza in famiglia?

Quando la condotta del coniuge o di altro convivente o componente del nucleo familiare adulto è causa di grave pregiudizio all'integrità fisica o morale oppure alla libertà dell'altro coniuge o convivente, il giudice, se il fatto non costituisce reato perseguibile d'ufficio, su istanza di parte, può imporre a colui che ha tenuto la condotta pregiudizievole "ordini di protezione".


In cosa consistono gli "ordini di protezione"?

Consistono nell'imporre a colui che ha tenuto la condotta dannosa, l'allontanamento dalla famiglia, nonché il pagamento di un assegno periodico a favore dei familiari che - proprio per effetto dell'allontanamento - rimangono privi di mezzi adeguati.


Chi può chiedere gli "ordini di protezione"?

Il coniuge, il convivente o altro componente adulto della famiglia.
Nel caso in cui vittime della violenza siano figli minori, in ragione della rilevanza dell'interesse protetto, il vaglio è affidato al giudice penale (è necessario sporgere denuncia all'autorità competente).


Come si ottengono gli "ordini di protezione"?

Presentando ricorso al Tribunale di residenza o domicilio dell'istante.
Con decreto il giudice ordina, a colui che ha tenuto la condotta violenta, la cessazione della condotta stessa; ne dispone l'allontanamento dalla casa familiare, prescrivendogli, inoltre, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima ed, in particolare, al luogo di lavoro, al domicilio della famiglia di origine, al domicilio di altri prossimi congiunti o di altre persone ed in prossimità dei luoghi di istruzione dei figli della coppia, salvo che questi non debba frequentare i medesimi luoghi per esigenze di lavoro. 
Il giudice può anche disporre, ove occorra, l'intervento dei servizi sociali del territorio o di un centro di mediazione familiare.
Non osservare l'ordine del giudice comporta responsabilità penali.
La durata degli "ordini di protezione" non può essere superiore a un anno.

Maria Cristina Bruno Voena. Avvocato. Foro di Torino. Diritto di famiglia. Diritti dei bambini. Successioni.



Donne vittime di violenza e maltrattamenti e Legge Regionale 11/2008 istitutiva del Fondo di solidarietà per le spese di patrocinio legale.

 

 

Donne vittime di violenza e maltrattamenti in famiglia. Chi paga le spese legali?

Con la legge 11/2008, la Regione Piemonte ha istituito un fondo di solidarietà per il pagamento delle spese legali al quale possono accedere le donne vittime di violenza, di tentata violenza e di maltrattamenti sul territorio piemontese che abbiano determinati requisiti.

Requisiti per poter usufruire del fondo di solidarietà:

  1. la donna deve avere subito violenza in famiglia;

  2. deve essere maggiorenne;

  3. deve risiedere in Piemonte;

  4. deve avere un reddito che non superi il triplo di quanto previsto dalla normativa nazionale in materia di patrocinio a spese dello Stato. Quindi, poiché per poter beneficiare del patrocinio a spese dello stato è necessario percepire un reddito annuo non superiore ad Euro 10.628,16, per usufruire del fondo di solidarietà il reddito percepito non deve essere superiore al triplo di tale somma.

  5. deve scegliere il proprio avvocato all'interno di uno specifico elenco;

  6. compilare il modello di richiesta di accesso al fondo..

 

Scopo del fondo di solidarietà per le donne vittime di violenza e maltrattamenti in famiglia.

Il Fondo di solidarietà serve a coprire i costi relativi alle spese legali.

 

Come si ottengono i fondi per il pagamento delle spese legali.

  1. La donna vittima di violenza e maltrattamenti in famiglia può scegliere soltanto un avvocato che sia iscritto nell'elenco speciale previsto dalla Convenzione tra la Regione Piemonte e gli Ordini degli Avvocati dei Fori del Piemonte;

  2. ella deve presentare domanda presso gli Uffici del Consiglio dell'Ordine (sito presso il Tribunale) di cui l'avvocato incaricato fa parte.

 

Maria Cristina Bruno Voena. Avvocato. Foro di Torino. Diritto di famiglia. Diritti dei minori. Successioni. Iscritta nell'elenco speciale degli avvocati previsto dalla Convenzione tra la Regione Piemonte e l'Ordine degli Avvocati di Torino per la copertura delle spese legali alle donne vittime di violenza e maltrattamenti in famiglia ai sensi della Legge 11/2008.

 




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