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l'esperto risponde. L'eredita'

 

L'esperto risponde:

l'eredità



Chi ha diritto all'eredità?


Che cosa prevede il diritto in tema di successione?

Se non è stata ancora emessa la sentenza di separazione dei coniugi, ai figli spetta la metà dell'eredità ed un quarto va invece alla moglie. Il restante quarto è la quota che può essere destinata ad altri mediante testamento. La situazione rimane immutata in caso di separazione consensuale e separazione giudiziale senza addebito. Il coniuge al quale è stata addebitata la separazione ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se, al momento dell'apertura della successione, godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. Ai figli vanno i due terzi dell'eredità, mentre un terzo resta disponibile per altre decisioni. Nel caso di divorzio, il coniuge superstite perde ogni diritto sull'eredità.


E se il testamento non c'è?

Si apre la cosiddetta successione legittima, ossia è la legge che determina i criteri in base ai quali suddividere i beni facenti parte dell'eredità e i soggetti ai quali devono essere assegnati. Se ci sono un coniuge e un figlio, l'eredità va per metà al primo e per metà al secondo. Il coniuge riceverà un terzo del patrimonio in presenza di più figli, che si divideranno in parti uguali gli altri due terzi.


Il primogenito è favorito rispetto agli altri?

I privilegi che l'ottocentesco codice napoleonico attribuiva al primogenito sono decaduti da tempo. Come non c'è alcuna differenza tra i figli di primo e secondo letto. Dal 1975, inoltre, non esistono differenze tra figli legittimi - nati quindi da una coppia sposata -, figli naturali e adottivi.


L'ex moglie ha diritto all'eredità ?

Il divorzio fa perdere alle ex mogli il diritto di successione. Nel caso di divorzio o di separazione con addebito, alle ex mogli spetta un assegno vitalizio (commisurato al valore dell'eredità e alla qualità e al numero degli eredi legittimi), se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto (l'assegno non può mai essere superiore alla prestazione alimentare goduta).


In assenza di figli, che cosa succede?

A succedere nell'eredità concorrono con il coniuge anche gli ascendenti (ossia genitori o, in mancanza, nonni) e i fratelli. In mancanza di questi, il diritto all'eredità esiste, però, fino al sesto grado di parentela.


In quali modi può essere scritto un testamento?

La legge distingue tra testamento olografo, testamento pubblico e testamento segreto.
Il testamento è olografo quando è redatto, datato e firmato dal testatore.
Il testamento pubblico è un documento redatto con le richieste formalità da un notaio. Colui che fa testamento ha il vantaggio di essere seguito da persona specializzata, tuttavia manca il requisito della segretezza.
Il testamento segreto consiste nella consegna solenne di una scheda contenente le disposizioni testamentarie al notaio, che la riceve e la conserva tra i suoi atti.


Quando si apre la successione?

La successione si apre al momento della morte nel luogo dell'ultimo domicilio (luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi) del defunto.



Quanto tempo trascorre dalla morte al passaggio dell'eredità?

La successione si apre immediatamente. Il chiamato all'eredità ha dieci anni di tempo per decidere se accettarla o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l'accettazione, si perde ogni diritto sull' asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite per legge.
Chiunque vi ha interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinuncia all'eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare.


Come si accetta l'eredità?

L'accettazione (che è la dichiarazione di volontà del possibile erede diretta all'acquisto dell'eredità) può essere espressa, tacita e con beneficio di inventario. L'accettazione espressa dell'eredità consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l'intenzione di accettare l'eredità. L'accettazione può essere fatta alla presenza di un notaio oppure con una semplice scrittura privata firmata e datata dall'accettante. (Es.: Io sottoscritto Mario Rossi nato a Milano il 10/01/1956 C.F. RSSMRA56B10F205I, e residente in Milano in Via Roma, 1 nominato erede universale da mio padre Filippo, dichiaro di accettare incondizionatamente il patrimonio ereditario).

L'accettazione dell'eredità è tacita quando l'erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l'eredità. Ad esempio, egli può appropriarsi di beni ereditari, disporre degli stessi beni o può promuovere un'azione spettante all'erede.

L'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario permette di tenere separati i patrimoni del defunto e dell'erede. Con questa modalità, l'erede risponde dei debiti lasciati dal defunto nei limiti del valore dell'attività ereditata e non mette a repentaglio il patrimonio personale.


Un convivente, ma non sposato, ha diritto alla quota legittima di eredità?

Non essendo coniuge, il convivente more uxorio potrà ottenere una quota dell'eredità solo mediante un lascito effettuato dal defunto tramite testamento, lascito che non dovrà comunque ledere la porzione che, per legge, spetta a determinati soggetti, quali, ad esempio, i figli.


Quando è, invece, lo Stato a ereditare?

Nel caso in cui non vi siano parenti fino al sesto grado, l'eredità è devoluta allo Stato: l'acquisto opera di diritto, senza che debba essere espressa accettazione, e non può essere oggetto di rinuncia. Lo Stato non risponde mai dei debiti e dei legati oltre il valore dei beni acquistati.


Domane e risposte a cura di
Maria Cristina Bruno Voena.
avvocato civilista, esperta di diritto di famiglia, dei  minori e della persona,  mediatrice familiare


avvocato civilista, avvocato Torino, eredita'