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Area adulti / Ansia e stress negli adulti

disturbo ossessivo compulsivo

Disturbo Ossessivo Compulsivo

  •  Cos'è il Disturbo Ossessivo Compulsivo
  •  chi può esserne affetto
  •  quanto affligge la vita delle persone
  •  quale pesantissimo prezzo impone quando non è trattato
  •  quali comportamenti lo caratterizzano e quali rimedi possono essere efficaci?


Domande di donne e uomini prigionieri di grandi e piccole ossessioni, con le rispettive compulsioni nate per bilanciare un modo di vivere insostenibile: si può uscire da questa trappola? Vediamo come.

L'ossessione e la preoccupazione. Ordine, controllo, perfezione, dettagli: molte persone si preoccupano di queste cose, spesso nel lavoro sono apprezzate per la meticolosità e precisione, ad esempio. naturale preoccuparsi, assicurarsi di un determinato svolgimento di attività varie, o accertarsi di questo o quello; provare ansia generalizzata (cioè non specifica) in determinate circostanze scaturisce dalla preoccupazione, o dall'importanza delle circostanze: un giorno speciale, cruciale, o difficile.

Quando esattamente tutto ciò diventa ossessione? Quando la mente è attraversata da pensieri spontanei, irrazionali, invadenti, fastidiosi, troppo frequenti per poter vivere tranquilli, senza basi nella realtà: "Ho chiuso il gas?", "Perderò il controllo e farò del male a qualcuno", "Le mie mani sono sporche" per dare qualche esempio. Quando la "preoccupazione" prende il controllo e lo spazio della mente, allora siamo su di un piano diverso, ed un contenuto di angoscia scaturisce da queste insistenze non volute, fuori contesto, trasformandole in disagio: mettere da parte questi pensieri non è più possibile, ogni tentativo è respinto con una potente ondata di ansia; allora siamo al cospetto di un'ossessione.

importante distinguere le ossessioni in base alle seguenti caratteristiche: si protraggono nel tempo; sono costanti - anche se vi possono essere spazi di libertà da esse - perciò diremo mediamente costanti; sono moleste, pervasive, s'impadroniscono della mente strisciando dentro ogni aspetto, rigenerandosi, come corpi collosi restano appiccicate alla maggior parte dei pensieri; resistono a ogni tentativo di relativizzarle, neutralizzarle o ignorarle; le riconosciamo come prodotti della nostra stessa mente, come nostre fantasie o contenuti involontari, non reali.

Fino ad un certo punto la persona preda di ossessione è in grado di fare un esame di realtà e riconoscere il contenuto "irrazionale" del proprio pensiero, pur non riuscendo a liberarsene: vive perseguitata da pensieri fitti e invadenti come una grandinata, altrettanto capaci di lacerare la serenità della mente e gettarla in preda all'angoscia, pur riconoscendo un carattere "fantasioso" a questi intrusi.

In uno stadio più avanzato, invece, la persona non è più in grado di validare il contenuto ossessivo contro la realtà, pertanto lo ritiene veritiero anche quando non lo è. I pensieri ossessivi sono insinuanti, si nutrono di occasionali pretesi appigli nella vita quotidiana, dati di realtà diretti o indiretti, e tendono perciò a crescere in forza, a radicarsi maggiormente nella mente, e dispiegare un maggior potere distruttivo.

Per dare un esempio, una persona in preda all'ossessione di perdere il controllo di sé e fare del male agli altri, potrebbe apprendere la notizia di un delitto tra familiari, avvenuto non importa dove e non importa perché: se è questo il caso, sorgerà un'angoscia quasi insostenibile, durerà per giorni e giorni e nella mente sorgerà il pensiero di poter a propria volta compiere il medesimo delitto verso i propri cari, un pensiero persecutorio, che non cessa di presentarsi e di esser sotteso all'attività della mente nel sonno e nella veglia: impossibile distrarsi completamente, nessun rifugio, nessuna possibile fuga. un pensiero, un'immagine, o entrambi, un contenuto comunque riconosciuto dalla persona come una paura infondata, un elemento privo di realtà: quella persona non ha desiderio di fare del male ai propri cari, non ha probabilmente mai perso il controllo di sé, e tuttavia non riesce a liberarsene, ne é perseguitata, un'afflizione mostruosa per la mente, un fardello inestinguibile, eppure falso. Questo è ciò che viene chiamato ossessione.


Non è un disturbo se...

bene ricordare come, di tanto in tanto, tutti noi abbiamo sperimentato o possiamo sperimentare pensieri ossessivi o comportamenti compulsivi: tutto questo diventa un disturbo nel momento in cui non è più possibile liberarsene, per un certo periodo, e comporta interferenze con la vita quotidiana. Sembrerà banale: non è un disturbo se non disturba la nostra vita quotidiana. Ciascuno di noi ha dei riti mattutini e serali, utili per svegliarsi e per andare a dormire: tuttavia è capace d'infrangerli se c'è bisogno, e questi riti non discendono da pensieri ossessivi ai quali cercano di fare fronte, ma da "abitudini" di gentilezza verso di sé: perciò la ritualità non è sufficiente a determinare la compulsione. La compulsione.

Le compulsioni sono invece azioni concrete, molto particolari; scaturiscono dai pensieri ossessivi, per la persona rappresentano una sorta di "risposta" alla paura, all'angoscia... di nuovo falsa - altrimenti il fenomeno cesserebbe - perché questa è in fondo la natura delle azioni compulsive: sono ripetitive, spesso ritualizzate sono percepite come obbligo, non come scelta, si "devono" fare seguono regole rigidamente applicate, schemi spesso complicati oltre ogni dire benché si presentino come rassicuranti, in realtà affliggono ancor di più la persona, non di rado sono infatti anche estenuanti interferiscono con la vita quotidiana perché sono provocano sofferenza, disagio, portano via tempo ed energie; mantengono chi ne è vittima in una situazione di costante allarme soddisfano il bisogno della vittima di ossessione di sentire d'aver fatto qualcosa in proposito alle proprie angosce, ma in realtà lasciano a quelle stesse angosce tutto lo spazio di nutrirsi ed accrescersi maggiormente In un certo senso, attraverso la compulsione, l'ossessione protegge sé stessa.

Per dare alcuni esempi, il continuo lavarsi le mani, riordinare, controllare questo o quello, o anche azioni mentali come pregare, cantare, contare, ripetere parole mentalmente. Sono tutte azioni piuttosto comuni, perciò per definirle compulsioni dovranno seguire quanto detto sopra.

Prendiamo il caso di lavarsi continuamente le mani: è un'abitudine che molti hanno, ma diventa compulsione nel momento in cui ci si sente obbligati a lavarsi mani già pulite, altrimenti sorgerà l'angoscia di non averlo fatto (ed il pensiero ossessivo associato, quale che sia).

Una persona che teme di essere aggredita nel sonno può voler sbarrare ogni accesso alla casa e alla propria camera prima di mettersi a dormire. Una persona ossessionata dalla paura di essere aggredita di notte, non potrà in nessun modo andare a dormire se prima non avrà, sempre per dare un esempio, disposto ogni singolo contenuto della camera da letto - a vista e non - in modo che tutto si tocchi formando un angolo di 90 gradi rispetto all'elemento successivo. Non è detto che proceda a sbarrare le porte. Nel primo caso abbiamo un timore, una preoccupazione, ed un'azione concreta ed efficace; nel secondo caso abbiamo un'ossessione ed una compulsione, vale a dire un'azione concreta, nella mente della persona appare come una "risposta", una mitigazione, ma ha la natura della compulsione così come descritta sopra. Quanto più ci si sforza di tener tutto sotto controllo, tanto più si sarà tormentati dall'idea: potrebbe accadere qualcosa di terribile!, e questo tende ad aumentare a sua volta il bisogno di controllo.

Il disturbo ossessivo compulsivo si può trattare e guarire

Per affrontare il Disturbo Ossessivo Compulsivo è necessario accorgersi di quanto sia truce, soffocante, un carcere nella mente: quale prezzo esige per essere ignorato! Metterlo in discussione è possibile: occorre un ascolto ed una decodifica delle credenze interiori con uno psicoterapeuta capace di allearsi con quella parte della persona davvero stufa di subire questo sintomo, desiderosa di guarirne. Nel percorso scopriranno insieme come le ossessioni esprimano con un linguaggio cifrato emozioni molto importanti, in conflitto tra loro, del tutto ignorate perché giudicate intollerabili. Tali emozioni possono essere pensate, espresse, condivise e rese non solo tollerabili, bensì utilizzabili per un autentico cambiamento.


La malattia del dubbio...

Spesso il disturbo ossessivo compulsivo è detto malattia del dubbio: si tratta di un dubbio patologico in grado di affliggere e devastare la vita di quanti ne soffrono. Ad esso sono soggette persone di differente estrazione sociale e professione, ceto, gruppo etnico, e affligge sia maschi che femmine. Generalmente si manifesta durante l'adolescenza o in gioventù, rafforzandosi poi nel tempo.


Possibili causedel disturbo ossessivo compulsivo

La larga parte della comunità scientifica ritiene causa del disturbo uno squilibrio chimico nel cervello. Fino a vent'anni fa si riteneva fossero coinvolti errori e comportamenti parentali, ma questa teoria è stata confutata, il disturbo ossessivo compulsivo infatti non è più ritenuto un disturbo della personalità. I sintomi non sono alleviati dalla psicoterapia, ma si ottengono maggiori risultati con la terapia comportamentale, da sola o in contemporanea alla somministrazione di medicinali.

Spesso le persone affette sono in grado di spiegare perché sono nate le ossessioni, nonostante ciò non se ne liberano. Traumi Cerebrali sono talvolta nella storia clinica della persona affetta, questo farebbe pensare alla conseguenza di uno stato fisico.

Se si somministra un placebo a persone depresse o affette da attacchi di panico, il 40% riporterà di sentirsi meglio; tuttavia soltanto il 2% delle persone affette dal disturbo (e unicamente da quello) riportano di sentirsi meglio dopo il trattamento con il placebo. La maggior parte delle persone trattate con cure efficaci hanno una riduzione della sintomatologia del 40 o 50 %. Un numero limitato di persone trova che nessun trattamento produca cambiamenti importanti e un piccolo numero di persone sono fortunate e hanno una remissione totale dei sintomi quando sono curate con farmaci efficaci da soli o in abbinamento ad una terapia comportamentale. Anche questo dato tende a confermare un problema di tipo biologico.


Ereditarietà,
concause, fattori e durata

Le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo tendono a nascondere i problemi anziché cercare aiuto, e questo causa una tardiva diagnosi con la sola conseguenza di rendere più difficile il trattamento. Questo è un disturbo cronico, pur se periodicamente i sintomi possono attenuarsi, il disturbo non si risolve in modo spontaneo, ma soltanto in seguito al trattamento specialistico, le cure oggi a disposizione sono infatti efficaci.

Il fattore ereditario sembrerebbe avere un ruolo importante: chi è affetto dal disturbo ha il 25% di probabilità di trovare la patologia nei parenti più prossimi (escludere esplicitamente la trasmissione genetica o lo studio dell'ipotesi?). Sintomi






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