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Area adulti / Ansia e stress negli adulti

Attacchi di panico

Attacchi di panico



Vi è successo di perdere il controllo  del corpo o dei pensieri, e di pensare che state per impazzire o per morire?

 

Gli attacchi di panico si curano, non divertarne schiavo !

Un attacco di panico produce queste terribili sensazioni, che durano per un po' di tempo, producendo molto stress, e sensazioni fisiche di soffocamento o di fluttuare nello spazio, senza poter controllare braccia e gambe. Un aumento dell'ansia è uno dei più chiari sintomi che precedono gli attacchi di panico.


Altri sintomi sono: aumento della sudorazione e del battito cardiaco, difficoltà nella deglutizione, disturbi di stomaco, ansia per la salute, pensieri di morte, confusione mentale, agorafobia.


Gli attacchi di panico compromettono il normale svolgimento della vita; chi ne soffre vive in allerta, con il timore continuo di subire un nuovo attacco, e quindi limita le sue scelte, evita le situazioni che li possono generare (guidare l'auto, prendere l'aeroplano, entrare in un ascensore o in un tunnel).

Quando si  soffre  di attacchi di panico  non ci si sente al sicuro, poiché  in ogni momento si teme l'arrivo di un altro attacco.

Quando si inizia a soffrire di attacchi di panico si è portati  a provare vergogna a parlarne e a chiedere aiuto.


La psicoterapia aiuta queste persone a ritrovare il proprio equilibrio,a tornare a vivere con più serenità e senza ansia I motivi che scatenano l'ansia o gli attacchi di panico non sempre  sono facilmente identificabili; in generale dipendono da una  valutazione deformata delle percezioni che riceviamo da parte dei nostri processi cognitivi.


La terapia EMDR può essere utile per la cura degli attacchi di panico 

 

Dagli attacchi di panico si può guarire. Il racconto di una ragazza che oggi non soffre più di attacchi di panico

Mara arriva in psicoterapia a 20 anni, alcuni mesi dopo i primi attacchi di panico. 

E' una ragazza intelligente, timida nell'approcciarsi agli altri, dipinge la ceramica e vende i suoi prodotti ad alcuni negozi. Gli attacchi di panico insorgono dopo che la proprietaria di un laboratorio, a cui lei era affezionata, la sgrida inaspettatamente e duramente perché ha impiegato troppo tempo a terminare un dipinto.


Mara inizia a sentire che le gambe non la reggono più, sente girar la testa, un forte batticuore, che la spaventa. Va al pronto soccorso, dove le danno un calmante e diagnosticano un attacco di panico. Gli attacchi le cambiano la vita, non riesce più  ad andare al lavoro, mentre i genitori la criticano perché non è  autonoma e crea loro dei problemi.


Nel percorso di psicoterapia scopriamo che Mara si è sempre percepita un peso e un problema nella sua famiglia. La madre, sofferente di gravi problemi neurologici, la accusava di "farla morire" e si opponeva  continuamente alle scelte e ai bisogni della figlia, abituandola a sopprimere le sue esigenze e umiliandola senza motivo. Il padre alternava momenti di stima  per le buone capacità di disegno e l'impegno della figlia, a momenti di svalutazione e punizione, in accordo con la moglie.

I genitori  vivevano gli attacchi di panico come la prova che la figlia era sbagliata e problematica e la punivano per questo.


Mara pensava a se stessa come a una persona negativa, indegna di vivere poiché faceva star male la madre e non si meritava la stima del padre. Gli attacchi di panico cessano quando Mara può esprimere il dolore e la rabbia vissuti nel suo ambito familiare.


La psicoterapia ha permesso a Mara di buttare via lo specchio  deforme nel quale i genitori l'avevano abituata a guardarsi e a riconoscersi, individuando le proprie qualità e definendo una  identità positiva
 

 

Un  caso clinico di problemi fisici causati da ansia e stress: Maria

Racconto il caso di una giovane donna, di nome Maria, che aveva gravi difficoltà respiratorie, sensazione di soffocamento che la accompagnavano giornalmente e le creavano sofferenza: il suo respiro affannoso le creava problemi ad incontrare persone, a parlare con gli altri, la limitava nel suo lavoro di commessa. Ci accorgemmo che quando si sentiva capita durante le sedute di psicoterapia, il sintomo le passava di colpo, e così pure le succedeva quando era con una sua amica dalla quale si sentiva compresa. Nella sua storia infantile lei si era sentita coartata ad obbedire ai genitori, che l'avevano educata rigidamente e le avevano impedito di fare gli studi che lei voleva, nell'adolescenza avere una vita sociale adeguata, frequentare un ragazzino che le piaceva. Scoprimmo insieme che anche nella sua vita familiare e di lavoro si sentiva "in gabbia", controllata da un padre che controllava le sue attività, le sue amicizie, le spese, gli spostamenti.... Questa scoperta portò a cambiamenti nella vita reale : lei aprì un suo conto in banca, lasciò la sua famiglia per andare a vivere da sola, iniziò a frequentare associazioni culturali, fece nuove e più appaganti amicizie, si impegnò a seguire i sogni sempre chiusi nel cassetto... e iniziò a respirare normalmente.

 

 

Un caso clincico di ansia e stress che fanno sentire la persona fragile e incapace di affrontare la vita: Francesco

Ci possono essere storie molto differenti tra loro.Un signore, Francesco venne da me perché improvvisamente la sua vita era cambiata, l'ansia ricorrente gli stava rovinando la vita e la carriera: gli impediva di andare in trasferta, di guidare l'auto, l'ansia lo ossessionava perfino rispetto ai risultati scolastici del figlio, non facendolo dormire quando il figlio doveva essere interrogato, sostenere un esame. Francesco era stato sin da ragazzo educato a impegnarsi parecchio: durante gli studi liceali aiutava il padre nel suo lavoro di decoratore. Era sempre stato forte e infaticabile, gran lavoratore, aiutava e soccorreva in ogni difficoltà i membri della sua famiglia e quelli della famiglia della moglie. Aveva una moglie molto fragile che si appoggiava a lui per ogni piccolo problema, chiedendogli aiuto. Questo stile di vita superimpegnato era andato improvvisamente in crisi, dopo un periodo molto stressante nel quale la moglie si era ammalata, era mancata una cognata, il figlio aveva sviluppato una allergia, lui si era sobbarcato da solo un trasloco... di colpo e inaspettatamente la forza era venuta meno e Francesco si era sentito fragile e ansioso. Era un modo di essere, che lui accettava negli altri, ma che sentiva "fuori luogo" per sé.

 

 

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